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Voci nelle notte pubblicate.

Pensieri

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aforismi

pensieri…

462

Pensieri pubblicati.

Le ultime opere pubblicate

Assenza di coerenza.

……………Assenza di coerenza. L’orrore e la fatalità hanno teso agguati in ogni tempo. La storia dell’umanità, temprata e avvilita nel tempo è calpestata da eventi dominati da catastrofi naturali. Nei giorni che seguono ogni tragica conclusione, c’è sempre qualcuno che implora. Mentre altri si prodigano, per prima, a giudicare, per poi finire col credere ancora di essere i primi della classe. Fra questi, ce ne sono tanti che da sempre si gonfiano come palloni, autoconvincendosi di essere, tra tutti i viventi, gli unici dotati d’intelligenza. Così accade che tra i tanti vuoti di memoria, più incerte appaiono le origini del male. Quel male che ogni tanto ci conduce a un dispiacere misto a disappunto che spesso ci fa urlare: “ è la mia terra, farei qualsiasi cosa per migliorarla “. Mentre l’altro quello di sinistra, ci si scrive sopra: “ è la mia città, farei qualsiasi cosa per ricostruirla “. Così avviene che per ogni piano che vien giù, l’unico che ha pagato, continua a pensare: “ è il mio mondo, farei qualsiasi cosa per sostenerlo “. Poi pian piano, quel sopravvissuto, facendosi largo tra le tante polveri sottili, invano cerca di farsi ascoltare: “ è la mia famiglia, farei qualsiasi cosa per ritrovarla “. così anche quando si è portati a credere che ormai è la fine, ecco l’apparire di quell’altro, quello di destra. Quello un po’ distratto, tanto che per lui è quasi un vanto affermare: “ è la mia calamità, farei qualsiasi cosa per evitarla “.
È il momento in cui, soltanto da quel vicolo buio, si fa avanti chi tra tanti non ha mai avuto niente. L’unico a dire: “ è la mia vita, farei qualsiasi cosa per donarla. Forse non capite, vorrei scambiarla con quel piccolo rimasto sotto a quelle travi di farina “. Peccato che quell’aquila ferita, difficilmente tornerà a volare. Mentre tanti, come spesso accade, hanno già dimenticato. Siamo già in primavera, tra poco la nostra estate, più calda di prima, tutti in fila a spintonarci con la fretta di arrivare e possibilmente consumare. Solo chi non è morto quel dì, vive ancora con la paura, chiuso dentro ad una tenda, con gli occhi verso l’alto, a ricordare di come era: “ ieri, ero vivo. Oggi sopravvivo. Domani chissà !? “ La terra trema, ma chi ha più paura è sempre l’uomo. Quell’uomo, per tanto tempo così sicuro di se stesso, che alla fine soffre e paga per i tanti suoi errori. Sconfitto e colpito nelle cose a lui più care, per aver spesso seguito la sua stessa incoerenza.

La terra tremante.

……………….La terra tremante. Tanto tempo fa, non capivo. Mi sentivo solo. Le mie membra deboli e sottili, tremanti e insicure. Poi ho studiato, ho lavorato, ho incontrato, non più solo. Ogni giorno ho amato. Ogni giorno ho costruito. Ogni giorno ho sognato. Poi arrivò la notte. La terra tremante. Le sirene urlanti. La gente piangente. Ho aperto gli occhi. Le mie membra deboli e stanche. Ancora tremanti e insicure. Ancora solo. È passato tanto tempo, non capisco. Mi risento ancora solo.

oltre il limite

……………Oltre il limite. Tante volte mi chiedo, chi sono? Quanti sono i giorni del mio tempo? Cosa ho fatto per meritarmi tanto? Chi ha seguito i miei passi? Poi guardo avanti, sorvolando i brusii di quel tempo andato. No, non posso convincermi. Non posso fermarmi ad una stazione intermedia. Sento di poter andare oltre. La mia vita non può terminare con il passare degli anni. Tutto quello che mi appartiene può continuare al di là del limite. I miei sogni. Le mie paure. Le voci del mio tempo, non possono svanire nel nulla. I miei errori, spesso mascherati. Le mie capacità a volte ignorate. I miei amori, tante volte strappati. Sono sicuro, li ritroverò ancora. Forse lì, al di là di quel limite ritroverò ancora, le voci di chi mi è mancato.

FIORI DI GELSOMINO.

 
A grappoli, come i battiti di un cuoricino.
Tu piccolo uomo, un giorno,
diventerai più di un uomo.
Ti vestirai di virtù,
come i principi,
di un vecchio re Artù.
Ti coprirai di sicurezza
con le mani di chi ti accarezza,
parlerai di quel che vorrai
senza mai pensare
per quel poco che potrai.
Poi sorriderai di radici,
per alimentarti ancor di baci
e alla fine, pur soffrendo,
ti addormenterai,
con un cuor ancor più felice.

LA TERRA SOSTENNE.

LA TERRA SOSTENNE DI POTER ACCOGLIERE TUTTOANCHE IL PENSIERO, MA IL PENSIERO TRAMITE LE PAROLERESTA…….SGUSCIA TRA GLI ADDII E NON SI PERDE.

AD UNA MAMMA CHE VA.

  Cosa è mancato per farti sorridere?
 Soltanto un sorriso negli occhi  di chi ha condiviso.
 Non sono i giorni che mancheranno  a farti soffrire,
ma  soltanto le nuche di chi si è girato,
 non ha capito ed è scappato.
 Come il candido manto bianco  della neve,
così ti copre,  di un ultimo cotone bianco  del tempo che resta lieve.
 Anche le parole chiare  che mancano, dicono:
 Io sono felice perché ti ho reso ieri felice.
 come oggi e come domani  quando contenta lascerai  per sempre quelle mie mani.

AD UN AMICO

Mi diceva un giorno me ne andrò e intanto beveva.
Mi parlava del vino ed intanto fumava.
Rideva del tempo, di noi e di come si era fieri.
Ma poi, ignari del vento finì che questo era già ieri.

La sabbia dei ricordi

La sabbia dei ricordi Ricordi??? Nel silenzio del tempo ancor spesso nella mente mia arriva come fulmine a ciel sereno quel giorno che tra cielo e mare ci fece volare sulle ali dell’amore per la vita. Mare e cielo sconfinavan all’orizzonte nell’orgoglioso lor fraterno abbraccio e le ridenti placide bianche onde spumeggiavan a ridosso di piccoli scogli mentre noi due in quel ridente quadretto ornato dal fondo di verdi monti lasciavam la nostra fresca traccia nel rincorrerci sorridenti su quella sabbia girandoci di tanto in tanto a guardar le impronte che s’imprimevan sproporzionatamente su quel littato grigio in quella serena frescura mattutina avvolti dalla gioiosa brezza che saliva dal mare. Ricordi??? Abbiam corso a perdifiato sotto quel limpido cielo che ancor il sol non s’era fatto tutto suo per poi abbandonarci sugli scogli ansimando e guardandoci negli occhi col cuor in pompa magna che facendoti chinar il capo ti donava un sorriso tutto gioia e paradiso. I piedi a mollo agitati in quell’acqua di cristallo dove del fondale l’acqua color smeraldo sapeva con i suoi riflessi purificare l’animo. Rocce e sassi brillavan di ramata luce che con te al fianco mi facevan sognare l’amore ed in testa per il ripararci dal sole che col suo raggio di sorriso s’apprestava ad infuocar quello splendido paradiso sfoggiavam i colori della notte e del cuore. Ricordi??? Ricordi che or vivono solo in me in quel silenzio che adorna il mio tempo e nel quando nel mio raccolto scrivo di te. Pensieri e ricordi che risorgon dal mio cuore essendo traccia indelebile di un tempo d’amore che mai si può scordare quando volando con le ali aperte del cuore si arriva alle soglie del paradiso. Su di te ho scritto fiumi di parole ma ricordo che son sempre uscite dal letto del cuore
e a volte mi son detto che ormai c’era la piena ma il cuor ha in se un continuo cantico ed allor penso che sarà lui quell’argine che quando del fiume arriverà la vera piena saprà indicarmi quel molo che mi porterà nel definitivo silenzio dove anima e cuore sapran abbracciarsi al suo fiore. Nilodan 03/09/2009

Senza…Trama

Senza…Trama Solo macchie su fogli bianchi Spruzzan quei pensieri stanchi che s’accavallano nel recinto della mente che è un labirinto il tutto senza una definita trama che ripassando poi con nuovo proclama immette in circolo idee che non fan testo ed allora bisogna tenerle come in “arresto” perché la regnante confusione è una mentale contusione che non giova all’animo neppur per un solo attimo. Se uno vuole scrivere di pensieri da donare agli altri volentieri per far in semplicità capire ciò che dal suo animo vuol far uscire deve poi accettare qualunque sia il commento a ciò che si è voluto metter in movimento con parole che racchiudano un senso
per esser poi anche compreso non pretendendo però orchidee nel mettere a nudo quelle sue idee depositate alla luce del sole che non sempre ha “aureole”. Nessuno è nato genietto In questo mondo imperfetto. Ognuno di noi ha i suoi limiti Ma non per questo si è sconfitti. Non c’è come accettar la critica per far migliorare la pratica. Nilodan (Dalla raccolta “Pensieri & Ricordi”) 21/05/2008

ULTIMO ATTO

“ULTIMO ATT0” Quando in quel dì non lontano sui miei lucidi occhi calerà quell’oscuro velo che con se porta la morte ed il mio cuore ormai stanco di combattere con un ultimo sussulto avrà tolto ogni alito di vita
a questa mia presenza terrena come vorrei che TU, caro angelo mio scendessi al mio fianco a raccogliere la mia piccola anima nel momento del suo distacco per accompagnarla a purificarsi alla fonte della nuova vita e così presentarla al Supremo per poi poterci ritrovare ancora insieme nell’eden celeste dove regna eterna la PACE la GIOIA l’AMORE Nilodan–Gi. Pi. 29/07/2007 (dalla raccolta “Pensieri & Ricordi“)

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