gli infiniti di Giordano Bruno

Il mutamento, il divenire, la metamorfosi, non appartengono all'universo, bensì alle cose "de l'universo", scrive Giordano Bruno nel quinto e ultimo dialogo del "De la causa, principio e uno". L'universo è la sostanza infinita che accoglie, sostiene, e conserva, la totalità degli infiniti mondo che la abitano. Ciascuno di questi mondi è soggetto a nascita e morte, l'universo come tale è sostanza unica ed eterna. Su questo solenne sfondo cosmico si innalza la religione del Nolano. Una religione dell'immanenza che nega il Dio della tradizione monoteista, certo, ma comunque una religione che canta la sacralità del cosmo e non cessa di ammirarne e lodarne la perfezione infinita.

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