Ricordo

Perso nel labirinto dei miei pensieri mi adagio nei miei ricordi miseri
storie di ragazzi malmessi, distrutti, sfortunati,
prigionieri di un destino che ora li ha incastrati,
ricordo una madre esausta con un figlio stanco della vita
ma che col tempo ha imparato ad accettare,
ricordo una tipa mollata senza pensare
che la verità a volte può fare molto male,
ricordo un amico speciale
che adesso vive in America e fa il cameriere,
ricordo una città bella solo in parte
perché vince sempre solo chi è più forte.
napoli è bella perché c’è sole e mare
ma alla gente qui chi la sta a guardare?
ricordo peccati disegnati sui treni da ragazzi vagabondi come cani
ragazzi reputati comunque amici miei, amici per la pelle, amici per i guai,
ricordo di una canna fatta per provare
e alle botte di un padre che non sa accettare,
ricordo di un coltello spuntato all’improvviso
e un fratello col proprio sangue sparso sul viso,
ricordo di una frase detta prima di morire:
non fare come me e alla mamma non lo dire,
ricordo un motorino dai miei regalato
per le strade di Napoli mi è stato rubato,
ricordo i sabati finiti con una sbornia
a bere come un gatto che si gratta per la rogna,
ricordo la prima volta che rubando mi hanno preso
in cella sbattuto e come un delinquente reso,
il mio pentimento tutte le volte che ho sbagliato
perché niente ti è dato se non lo hai guadagnato.
ricordo di sbandati che non vogliono capire
che un problema non si risolve pensando di morire,
concludo con un verso che può sembrare banale
a Napoli città stupenda non è tutto bello e speciale.

RICORDO

Il ricordo di te, Madre,
a questo tema di cielo
sul ciglio molle specchiato
e al canto lieve del verde
digitante (echi plagali
m’involgono!) si concilia.

Marzo t’alterna sorrisi
miracolato orticello
ed acre vento rovaio;
e pieghe d’ombra sfatando
contorna fiori di luce
sul tema d’anime verdi
la memoria di te, Madre.

Nicola LETIZIA

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