Ho rivisto una farfalla

Mi sono alzato presto stamattina
mogio preparavo il nuovo giorno
attardandomi nel mio esistere
in vaghezze amate e non dimenticate
ora a regalarmi meste costrizioni
nell'illusione d'ammansir la coscienza
E pensieri d'asciutte lacrime
piante in cuori stanchi e inariditi
non bagnan più i germogli
dei fiori e delle speranze
da quando le ultime farfalle
distaccate dai pollini dell'amore
han cominciato a immolarsi
dentro gli abissi delle afflizioni
Tormenti che trovano spazio
nelle difficoltà della vita
nell'incosciente coscienza
d'infettar l'anima
di puzzolenti profumi
e penetrano nelle sue crepe
e nei suoi misteri
impregnando d'unto valore
le pareti oscure
e contorte delle reticenze
Maschere di pelle d'oca
a intromettersi nell'interiorità
misurarne l'immensa vastità
e raccontarne ogni dettaglio
per farsi accettare dal mondo
E soffrirne i preconcetti
sciocchi e profondi
nella felicita' di sperare
che la vita vada oltre ogni cielo
Scorreranno i giorni
e saranno nostri fratelli di vita
nel calore che ci scambieremo
anche le ore ci aiuteranno
nei gesti e negl'intenti
a accettare senza oscuri riverberi
il quotidiano vivere d'ogni giorno
E far diventar poesia il contrasto
con i prodigi della nostra sapienza
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
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