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Pensieri pubblicati.

Le ultime opere pubblicate

Nella rete del gioco

La sala maledetta dove tutti guardavano
Premevi un bottone e le tasche si svuotavano,
perché lo facevo non l’ho mai capito
so solo che mi sentivo un vero fallito,
saltavo il pranzo e solo con un caffè amaro
uscivo dalla sala senza più denaro,
piangevo e la famiglia e gli amici mi davano per disperso
vagavo per le strade distrutto per la somma che avevo perso,
attacchi di panico mi facevano crollare fisicamente
mi sentivo un individuo che non valeva niente,
dentro avevo rabbia, vergogna e fuoco
ero diventato una vittima del gioco,
ho pensato anche in preda all’angoscia di farla finita
ero stanco di ripetermi che era l’ultima partita,
ogni  volta di non giocare più lo  giuravo
ma poi di nuovo ci ricascavo,
nella sala dei falliti gli amici mi cercavano
mi portavano via e mi insultavano,
mi dicevano: alla tua famiglia lo diremo!
Ed io li supplicavo di non farlo come uno scemo,
l’ultimo degli uomini ero diventato
meritavo di essere ripudiato,
anche chi mi amava mi allontanava
ma poi per amore mi perdonava,
mi sentivo privo di emozione
il gioco distrugge le persone,
la mia esperienza deve essere un
esempio per le vittime di domani,
Dalle sale maledette statevene lontani,
un vizio che vi consuma a poco a poco
per favore con cadete mai nella rete del gioco.

Genny Caiazzo

BAIGNÉ PAR LA LUMIÈRE

Andavamo, ebbre lanterne,
per mostre d’arte
in cerca di ludiche anticaglie,
propaggini frugali,
a guardare, tèndini,
la piega fatalista,
la miccia di frumento,
la luce mutevole
del pettine rado,
l’assedio dell’onda di fango.
Non si ravvede il canto ribelle
– corde pulsum tangite –
la foto strappata di un volto,
il lembo dell’occhio nero
a destra della luna,
di lampade ad olio
nella foschia di pece,
un canto di nebbia
di algide presenze
in abito da sera.
Moire gravitano
sulla lama del foglio,
in un’aria di fosforo
limano il filo di lana
sulla rotaia punta,
sul contorno
di balze sforbiciate
di fossili alpestri,
fintantoché non giunga
in limine il polso flesso.
Fa’ che sia importante
il fondo di ogni verso,
ricopia ogni parola
sulla campata sdrucciola,
ricopri la parola da ogni lato,
non perderla fra brogli d’orzo
e zampe di cristelle.
Il lupo fissa di lontano
il paesaggio innevato
e, solitario,
si perde nel corrusco,
dove il poeta rude
zufola del croco
e di noccioli nivei,
e l’orologio molle
mostra l’ora inerme
sulla costa di tormalina.
Thea Matera ©️

CITTADINO DEL MONDO

Puntuale come un’orologio svizzero
raggiungo lieto il mio barbiere cinese
un taglio e uno squillo sul cellulare coreano
l’appuntamento per cena al ristorante indiano
se ne ritorno a casa con la valigia in mano.

Sweet home Alabama sveglia musicale
pizza margherita soffice colazione italiana
a pranzo il pane arabo semplice ma speciale
seduce verso sera la delizia di un thè inglese
ritrovo dentro casa un arcobaleno di profumi.

Caratteri latini su computer americani
puntini luminosi su video giapponesi
una girandola di emozioni, un mondo di colori
stelle senza patria illuminano la notte
cittadini del mondo buona notte.

Natale in famiglia

Natale
tra affetti,
amore, profumi
e colori, magia
dei doni, luci
e festoni,
la gioia
e la nascita
di Cristo.
Momenti
ed emozioni
di un lontano
passato riemerge
la fanciulla
che è in me
e non ha mai
smesso di sognare.

Luigia Ilari

La noia in Emil Cioran

In un suo aforisma, Emil Cioran ricorda l’attacco di noia che ebbe all’età di cinque anni, in un pomeriggio tetro e indimenticabile. Quell’attacco fu il mio primo risveglio alla coscienza, scrive il visionario cantore della disperazione. E’ la noia ad aprire una ferita nell’io, e quindi a determinare un contraccolpo che si fa rivelazione, illuminazione, sfolgorante autocoscienza. Nella noia compare il nulla che intride l’essere di tutto le cose, il vuoto che attraversa la vita, l’eternità che irrompe nel tempo sotto forma di assenza e ripetizione.

Haiku

POESIA HAIKU

Lisi dai nembi
stille con aster scialbe
schiudon cieli bui

©LAURA LAPIETRA

Sfera di cristallo

Mi aggrappo
alla forza
del tuo amore,
risucchio energia
per la mia anima
innamorata.
Rifiorisce
di inebrianti
essenze, come
una piuma
il mio cuore
danza sulle note
prodigiose delle
emozioni.
Ammaliante
sentimento
incastonato
per sempre
nella nostra
magica sfera
di cristallo.

Luigia Ilari

Ho aperto la porta dei sogni

Ho aperto la porta dei sogni,
un albatro vola nel vento
verso la sua isola, tormento
nelle sue ali tra gridi di gabbiani.

Ferito non demorde,
esausto è ormai giunto
dove la sabbia è bianca e il mare assorto,
un refolo di vento sorride.

Un’ onda lo accoglie
adagiandosi su l’ arenile dolcemente
e come un eco giunge un’ altra onda.

E poi un’altra ancora, sceglie
la felicità di un attimo fuggente,
dona la carezza di un’ anima nuda.

etica ed estetica in Platone

Nel VI libro della Repubblica, Platone adotta il concetto tradizionale di “kalokagathia” come un involucro che viene ad essere riempito di un contenuto inedito, qualcosa di rivoluzionario rispetto al paradigma aristocratico da cui prende le mosse: il modello antropologico della “natura filosofica”. Colui che ha lo sguardo fisso alla natura archetipica degli enti, sottratti alla scorribanda del divenire, è amico giurato della verità, e quindi rappresenta l’incarnazione dell’Essere, del Bene, e del Bello. Plebeo è il sofista che rimesta nella melma delle opinioni correnti, pronto a cambiare casacca alla prima occasione.

Amori nascosti

…sono stanco degli amori nascosti
di stare in attesa senza risposte
di vivere come una riserva
di essere protagonista senza un nome
anni a cercare qualcosa di vero
qualcosa che non sia il solito chiamo io
mi faccio viva quando posso
non poter regalarti un pensiero
una camminata mano nella mano
un bacio in mezzo a una piazza
una cena con gli amici
messaggi cancellati senza ricordi
tutto senza un futuro senza un progetto
…poi arrivi tu che sei semplicemente stupenda…
Salvì…

Fez

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